Caso Nada cella, la telefonata anonima: «C’eravamo in tante, non so perché le altre non parlino» – AUDIO
Nell’ambito delle indagini relative all’omicidio di Nada Cella, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova ha autorizzato la Squadra Mobile alla diffusione di altri stralci della conversazione telefonica anonima del 9 agosto del 1996 da parte di una donna al fine di concorrere alla identificazione dell’ignota interlocutrice. Nelle telefonate già diffuse, la voce parla di una donna che si allontanava sporca, probabilmente di sangue, dalla via dove si trova lo studio del commercialista Soracco, dove Nada lavorava

«C’eravamo in diverse – dice la voce che ha uno spiccato accento ligure e sembra appartenere a una donna d’età – io non so perché le altre non parlano». In un altra telefonata la voce aggiunge: «Il sospetto m’è venuto al pomeriggio quando l’ho saputo (dell’omicidio n. d. r.). Abbiamo parlato con qualche ragazza tra noi. Ce l’ha l’ardire, perché quando dice che spacca la testa in due…». Si tratterebbe della persona vista scappare dalla zona con macchie, probabilmente, di sangue. Sarebbero state cinque, compresa la donna che ha telefonato, ad aver visto l’omicida scappare.
Ad essere stata iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio, qualche giorno fa, è Annalucia Cecere, che oggi ha 53 anni e all’epoca ne aveva 28. Si tratta di un’ex insegnante che abitava in Liguria – prima in un istituto per orfani nell’entroterra di Santa Margherita, poi dai 18 anni, nella località della riviera, infine a Chiavari, dove è lo studio del commercialista Soracco – , ma vive ormai in Piemonte (a Boves, in provincia di Cuneo) da parecchi anni. Il movente sarebbe la gelosia. L’arma del delitto (un oggetto contundente con uno spigolo) non è mai stata trovata.
La mattina del 6 maggio 1996 qualcuno ha colpito Nada (che si trovava seduta dietro la sua scrivania su una sedia con le rotelle, di quelle da ufficio) con un oggetto contundente, così forte da farla cadere dalla sedia. Poi, quando era ormai tramortita, ha continuato a colpirla selvaggiamente mentre il sangue schizzava da tutte le parti, anche addosso all’assassino.
Sul corpo della giovane sono state riscontrate lesioni all’addome, alla coscia e all’ala iliaca sinistra. L’omicida ha infierito prendendo Nada a calci e pugni quando ormai era già inerme a terra. Non pago, l’omicida ha continuato ad accanirsi prendendo la vittima per i capelli e sbattendone il volto più volte sul pavimento, tanto che il medico legale ha riscontrato un grosso ematoma e lesioni cranio-encefaliche.


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